La Scuola Italiana di Senologia è stata fondata nel 1984 da Umberto Veronesi per contribuire a migliorare il livello di qualità delle diagnosi e delle cure dei tumori della mammella. La Scuola opera da allora in diversi settori: formazione, informazione ed educazione sanitaria, editoria scientifica. Filo conduttore di questi oltre trent’anni di attività è stato il presupposto etico e morale che vuole che ogni persona abbia il diritto di tutelare sempre al massimo la propria salute e che lo possa fare grazie a una Medicina efficace, giusta, basata sull’evidenza scientifica e fruibile da tutti indipendentemente dalla condizione sociale e dal luogo di residenza. Consapevole inoltre dell’importanza di un insegnamento libero e non condizionato la Scuola ha voluto salvaguardare la propria indipendenza culturale e scientifica anche attraverso una norma statutaria di trasparenza che disciplina le fonti di finanziamento impedendo di ricevere contributi da aziende e/o privati che abbiano interessi nel settore medico-sanitario.

OBIETTIVI

  • Diffondere capillarmente e far crescere ulteriormente in Italia la cultura senologica grazie alla programmazione di attività didattico-formative in grado di favorire il tempestivo trasferimento dei risultati della ricerca alla pratica clinica quotidiana.
  • Far in modo che tutte le strutture sanitarie che si occupano di senologia, anche quelle che si trovano nelle aree più arretrate e isolate del Paese, siano al passo con i traguardi della scienza offrendone i benefici nel modo più veloce, efficace e omogeneo possibile a tutte le donne.
  • Promuovere azioni e iniziative di informazione e sensibilizzazione della popolazione femminile sull’importanza fondamentale che un corretto stile di vita ha per la prevenzione del tumore al seno, sull’importanza della diagnosi precoce e sulle nuove possibilità di cura. Azioni rivolte a tutte le donne, indipendentemente dalla loro età e dalla loro posizione sociale ed economica, riservando tuttavia un’attenzione particolare alle categorie più disagiate e, per questo, gravate di una più alta mortalità in quanto meno informate e motivate a partecipare (anziane, extracomunitarie, pensionate, donne che abitano in piccoli centri lontani da strutture ospedaliere, in borghi montani, in piccole frazioni di campagna etc.).
  • Organizzare e sostenere tutte le azioni di lobby positiva nei confronti delle Istituzioni Sanitarie (Ministero della Salute, Assessorati Regionali, ecc.) per l’ottenimento di sempre maggiori tutele per le donne con carcinoma mammario.
  • Svolgere opera educativa nei confronti delle ragazze e ragazzi delle scuole secondarie possano davvero progettare il proprio futuro senza cancro.
  • Incentivare la nascita delle Unità di Senologia come modelli assistenziali e organizzativi innovativi, integrati e interdisciplinari, dove un team di specialisti in chirurgia, chirurgia plastica, radiologia, oncologia, radioterapia, anatomia patologica, medicina nucleare, fisiatria e psicologia, operi per dare alle donne la possibilità di togliersi la malattia, non solo dal corpo, ma anche dalla mente.