La Scuola nelle carceri

Il mondo delle carceri è un universo rimosso. Parliamo dei penitenziari e dei reclusi quando c’è un fatto di cronaca, quando vediamo i tanti film o telefilm noir, se individui o collettività vengono segnati irreversibilmente da atti di violenza. Dal Settecento si cerca, senza successo, di uscire da una logica di pena come vendetta. Ma indipendentemente dalle complesse riflessioni etiche e filosofiche riguardanti la detenzione come recupero anziché come ritorsione, c’è un dato di fatto oggettivo: tutti gli italiani e le italiane, secondo quanto sancito dalla costituzione, hanno il diritto di tutelare la loro salute. Vorremmo anche ricordare, a chi non condividesse le nostre premesse giuridiche e morali, che, da un punto di vista ideale e deontologico, per i medici ogni essere umano deve essere sacro, mentre da una prospettiva puramente economica e pragmatica, costa di più curare che evitare e prevenire e costa comunque meno intervenire quando la malattia è all’origine.

Molti artisti, medici, volontari, politici hanno cercato, soprattutto negli ultimi decenni, di superare le barriere fisiche e psicologiche delle carceri per raggiungerne gli abitanti. Molti dei quali stranieri, disagiati, analfabeti, deteriorati dalla vita prima di avere inferto loro stessi ferite ad altri o alla società. La maggior parte, detenuta per brevi periodi e per atti non gravi, esce dal penitenziario irreversibilmente danneggiata.

Per impedire che le donne detenute riacquistino la libertà, non solo cariche di un’ulteriore, grave, esperienza, ma segnate anche dalle conseguenze di una malattia, come il cancro al seno, che può ulteriormente ledere il loro equilibrio psico-fisico, la Scuola Italiana di Senologia considera la prevenzione nelle carceri un obiettivo prioritario. Stiamo da anni quindi lavorando a livello istituzionale perché nelle carceri di tutt’Italia sia garantita quest’opportunità con il duplice intento di tutelare la salute delle carcerate e di coinvolgere la loro partecipazione, con un messaggio di fiducia e di democrazia etica e civica, rendendole protagoniste di un processo di riabilitazione e di reintegrazione sociale.

Dal 2012 al Carcere di Castrogno di Teramo

Dal 2012 la Scuola Italiana di Senologia promuove una campagna di informazione e svolge attività di prevenzione senologica (visite senologiche, ecografia e mammografia) a favore delle detenute della Casa Circondarialecarcere di Teramo. Quest’iniziativa nata nell’ambito di “Primavera Abruzzese: 99 volte in rosa” che, da marzo a giugno 2012,ha visto la Scuola presente nella regione con ben 99 eventi è stata resa possibile e ha potuto essere annualmente riproposta grazie alla disponibilità, sostanziale e non istituzionale, del responsabile Stefano Liberatore e del sindaco-senologo della città, Maurizio Brucchi.

In tutte le edizione le carcerate hanno risposto con partecipazione e coinvolgimento. A volte sono intervenute direttamente nella discussione, altre volte hanno chiesto a compagne e ad amiche di farsi portavoce dei loro dubbi. Pur trovandosi in una condizione ben nota di disagio, dovuta alla situazione delle carceri in Italia, ma in generale in tutto il mondo Occidentale le donne del Carcere di Castrogno, a Teramo, hanno comunicato la loro voglia di vivere, la loro paura di ammalarsi e soprattutto di non essere curate in modo adeguato, svelando un commovente attaccamento alla loro pur così difficile esistenza e la capacità di proiettarsi verso un futuro migliore